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Saggistica

Tutto andrà bene. Perché il futuro ti salva la vita

Luciana Landolfi

Libro: Copertina morbida

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

anno edizione: 2020

pagine: 128

Emergenza sanitaria? Non solo, non necessariamente. Anzi, a prescindere. Basta verificare le date. È almeno dal 2012, da quando diede alla luce la prima poesia omonima, che Luciana Landolfi incarna il credo nel "Tutto andrà bene", manifestatosi via via negli anni in altre poesie, articoli di giornale, libri, conferenze, bigliettini distribuiti ad amici quanto a perfetti sconosciuti, Post-it appiccicati in giro per le città. Poi, la coincidenza. Una festa di compleanno con 26 persone, il 22 febbraio 2020, il regalo di un sacchetto-kit per ognuno dei 25 amici di Luciana e l'idea di diffondere il messaggio al mondo, a cominciare dai partecipanti alla festa. Il giorno successivo, l'Italia comincia a chiudere per via della nota emergenza, ma ci sono ancora due settimane, prima dello stop totale, per tappezzare le città con messaggi di speranza. Grazie anche all'impatto sui social e all'attenzione dei media, grazie alla voglia della gente di guardare oltre il dramma, i 26 diventano centinaia, migliaia, milioni; gli striscioni ai davanzali sostituiscono i Post-it diffusi in città. "Tutto andrà bene" diventa il brand dell'Italia anche a livello internazionale. Tutti ne parlano, ne scrivono, i cantanti danno vita a canzoni, gli artisti a disegni e opere pittoriche, i bambini fanno esplodere il Paese dei colori dell'arcobaleno. Luciana Landolfi narra qui, in un racconto agile, sereno, pieno di gioia e di speranza, ancorché molto intenso, l'esperienza lunga una vita che l'ha portata a creare non un movimento, non un modo di pensare (o forse sì), ma certamente un atto poetico collettivo di cui far dono al mondo.
15,00

Nuovi argomenti (2020). Vol. 4: Maggio-Agosto

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 144

«Nuovi Argomenti» è una rivista letteraria fondata a Roma nel 1953 da Alberto Carocci e Alberto Moravia. Dal 1953 al 1964, sui settantuno numeri che compongono la prima serie di «Nuovi Argomenti» scrivono, tra gli altri, Arbasino, Bassani, Bertolucci, Bianciardi, Bobbio, Calvino, Cassola, Ginzburg, Fenoglio, Montale, Morante, Ortese, Ottieri, Piovene, Pratolini, Raboni, Rea, Vittorini, Zolla. Nel 1966, ai due fondatori si aggiunge nella direzione Pier Paolo Pasolini. Segretario di redazione è Enzo Siciliano che nel 1972, alla morte di Carocci, sostituisce quest'ultimo come direttore. La seconda serie chiude nel 1980, segnando un percorso dove il fatto letterario tende sempre più a prendere il posto della discussione politica, grazie all'impulso di Pasolini. Sulla rivista iniziano a scrivere Bellezza, Cordelli, Maraini, Montefoschi, Paris. Alla morte di Pasolini, il suo posto in direzione viene preso da Attilio Bertolucci, che affianca Moravia e Siciliano. Redattori della rivista, dal 1974, sono Dario Bellezza e Piero Gelli. Tra gli autori invitati a collaborare, Celati, Cerami, Consolo, Cucchi, Giudici, Magrelli, Magris, Malerba, Rosselli, Scialoja, Sereni, Siti, Spaziani, Zanzotto. Si pubblicano scritti di Paz, Cortázar, Barthes, Bulgakov, Michaux, Lezama Lima, Bachtin, Pasternak, Brodskij. La terza serie di «Nuovi Argomenti» inizia nel 1982. Direttori sono Moravia, Siciliano e Sciascia. Dal 1988 Sandro Veronesi è segretario di redazione. Lo stesso anno Antonio Debenedetti entra nel collegio di direzione. Nell'89 Giorgio Caproni affianca per breve tempo i direttori della rivista, fino alla sua morte che avverrà l'anno seguente. Scomparsi anche Moravia e Sciascia, accanto a Siciliano, nel 1990, arrivano in direzione Francesca Sanvitale, Furio Colombo e Raffaele La Capria. La rivista pubblica scritti di Bufalino, Eco, Ferrara, Manganelli, Scalfari, Tabucchi, Tobino, Vattimo, Villari, Zeichen e apre alla collaborazione di giovani autori tra cui Abbate, Affinati, Albinati, Busi, Carbone, Colasanti, Lodoli, Mazzucco, Onofri, Picca, Tondelli, Trevi, Valduga, oltre a pubblicare scrittori stranieri quali Borges, Brodkey, Carver, Chatwin, Doctorow, Grossman, Kundera, Lowry, McEwan, McInerney, Oates, Perec, Updike, Walcott, Wolfe, Yehoshua. Nel 1994, i direttori sono Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Furio Colombo e Enzo Siciliano. «Nuovi Argomenti» si conferma palestra per i giovani: Scarpellini, Manica, Susani, Giartosio, Ammaniti, Piperno, Piersanti, Mozzi, Franchini. Nel 1998 Arnaldo Colasanti diventa direttore con Colombo, Maraini, La Capria e Siciliano. Lorenzo Pavolini è caporedattore. Nel 2003 Mario Desiati viene chiamato da Siciliano per svolgere le funzioni di segretario della redazione, in cui entrano Carabba, Colombati, Janeczek e Saviano. Nel 2006 muore Enzo Siciliano. Giorgio van Straten e Raffaele Manica affiancano nella direzione Colasanti, Colombo, La Capria e Maraini. Nel 2009 Carabba diventa coordinatore della redazione. Gli succederanno Francesco Pacifico e Marco Cubeddu. Dal 2019 la direzione è composta da Colombati, La Capria, Manica, Maraini e van Straten.
16,00

Numquid et tu? Testo francese a fronte

André Gide

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 160

Sempre inquieta, l'anima del grande scrittore francese, pronta ad affrancarsi da ogni fede e ideologia per cercare ancora e ancora. Eppure, se mai fu vicino a un approdo, è in queste prose intitolate Numquid et tu?, una raccolta di frammenti del 1922 in cui, sia pure per breve stagione, André Gide sembra avvicinarsi a una vera e propria conversione, a seguito del periodo di crisi religiosa causato dalla Prima guerra mondiale, e sentire il Cristo con l'adorante intensità di un mistico.
12,00

Atlante ideologico-sentimentale

Stenio Solinas

Libro: Copertina morbida

editore: GOG

anno edizione: 2020

pagine: 920

L'Atlante ideologico-sentimentale delinea e racconta una carta geografica e biografica popolata di uomini e donne, fatti e gesta, luoghi e memorie: c'è l'Occidente di Jünger e di Sandor Marai, e l'Oriente di Sorge e di Terzani, ma anche del Grande gioco, dei deserti, del fondamentalismo. C'è il vitalismo della Beat e della Lost Generation, ci sono le stramberie degli intellettuali a Capri e nella Roma di Via Veneto e della Dolce vita. Quella di Solinas è una mappatura di epoche, stili, miti e manie - il dandismo, la minigonna e la sex machine - ma anche di donne-icone che hanno segnato intere generazioni: Brigitte Bardot, Jane Birkin, ieri Kiki di Montparnasse, oggi Kate Moss. Ne viene fuori un Atlante adatto a tutti, che prima di essere una cartina geograficointellettuale, è uno spensierato invito al viaggio.
27,00

Apologia di Socrate ai giudici

Senofonte

Libro: Copertina morbida

editore: Primiceri Editore

anno edizione: 2020

pagine: 118

L'Apologia scritta da Senofonte rappresenta, dopo quella di Platone, la più importante testimonianza storica riguardante la difesa di Socrate nel processo a suo carico, in cui il sapiente maestro fu condannato a morte. Intento dell'autore è quello di offrire un completamento di informazioni riguardo a quanto già era stato detto e scritto sul tale processo, evidenziando in particolare la coerenza tra l'atteggiamento assunto da Socrate nel processo, ritenuto dai più troppo orgoglioso e controproducente, e il suo stesso pensiero filosofico. Seppur considerata dai critici un'opera minore rispetto all'Apologia platonica, l'opera di Senofonte costituisce comunque un tassello fondamentale per ottenere un quadro più possibile completo sulla figura e sulla filosofia di Socrate.
9,00

Come distinguere l'invidia dall'odio

Plutarco

Libro: Copertina morbida

editore: Primiceri Editore

anno edizione: 2020

pagine: 76

In questo volume vengono raccolti alcuni scritti morali di Plutarco riguardanti l'analisi della passioni umane. In particolare vengono messe a confronto l'invidia e l'odio, le quali, pur sembrando la stessa cosa, sono caratterizzate da profonde differenze. Successivamente vengono proposte altre distinzioni morali quali: "Come distinguere le malattie dell'anima da quelle del corpo" e "Come distinguere il vizio dalla virtù". Plutarco, quindi, guida il lettore in un breve ma intenso percorso interiore rivolto a coltivare la virtù e a curare l'anima per recuperare benessere e felicità. Concludono il volume alcuni frammenti recuperati da opere incomplete o perdute dell'immensa produzione letteraria di Plutarco.
7,00

Diari dal Marocco

George Orwell

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Editrice Berti

anno edizione: 2020

pagine: 144

Il soggiorno di sei mesi in Marocco (dal settembre 1938 al marzo 1939), viene consigliato a Orwell per ragioni di salute: il clima mite e secco dovrebbe infatti essere un toccasana per i suoi polmoni compromessi dalla tubercolosi. Questo periodo - certamente infelice, vissuto come un esilio o una quarantena - non ispirerà allo scrittore inglese romantiche descrizioni del deserto, o vibranti riflessioni politiche alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, ma cronache quotidiane che solo occasionalmente si arricchiscono di riflessioni antropologiche sugli usi locali e sulla gente. Proprio la povertà della popolazione e la feroce critica al colonialismo sono invece centrali in Marrakech, saggio politico che Orwell pubblica a esperienza conclusa sul New Writing, nel Natale del 1939.
17,00

Note invernali su impressioni estive

Fëdor Dostoevskij

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2020

pagine: 160

Queste note, pubblicate nel 1863, sono il racconto del primo viaggio compiuto all'estero da Dostoevskij: Colonia, Parigi, Londra, un'Italia visitata in fretta, nella quale si fa un gran parlare di Garibaldi. La borghesia europea occidentale e la sua cultura sono il principale richiamo del "barbaro" scrittore russo. Dostoevskij tornerà deluso: le grandi idee di cui si sono nutriti i suoi sogni hanno prodotto mediocrità e ingiustizia. Le metropoli e le nuove società sono prive del primo elemento necessario all'uomo: la libertà della coscienza. Il resoconto del viaggio si trasforma così in un esperimento di "filosofia dell'Europa".
9,00

Il mio giardino selvatico

Meir Shalev

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2020

pagine: 336

Meir Shalev scrive del suo giardino nella valle di Jezreel, dove ha nutrito alberi e piante selvatici, sparso semi di ciclamino, anemone, narciso, croco, papavero e molti altri fiori di campo, e dove socializza con i veri proprietari del luogo: uccelli, ricci, farfalle, cinghiali, serpenti e altri amici. Nessuno di loro sa di vivere in Terra Santa, sacro alle tre religioni che si sono combattute per centinaia di anni. Con amore e umorismo, Shalev racconta dei colori, delle fragranze e dei suoni che danno vita al suo giardino, delle stagioni mutevoli e dei tempi che cambiano, dei suoi pensieri su germinazione, essiccazione, piantagione, fioritura e diserbo. Questo libro non è però un manuale di botanica o di giardinaggio. È semplicemente una raccolta di impressioni su un modesto giardino selvatico, e su un giardinere che se ne occupa perché a un'età piuttosto avanzata si è trovato un passatempo, e forse anche un nuovo amore.
28,00

L'ira

Lucio Anneo Seneca

Libro: Copertina morbida

editore: Primiceri Editore

anno edizione: 2020

pagine: 170

In virtù della sua vivace componente dialogica, il De ira potrebbe essere paragonato a un efficacissimo manuale pratico. Il testo di Seneca, però, non ci riserva istruzioni per imparare in pochi passi a cucinare o a dipingere: il suo obiettivo - un po' più ambizioso - è di guidarci ad una piena consapevolezza dell'assenso che diamo agli impulsi esterni nel momento in cui precipitiamo in una passione e, nello specifico, nell'ira; è tale assenso, infatti, a determinare l'irruzione dell'ira nell'animus, con conseguenze devastanti e irrevocabili. All'origine di ogni passione - ci dice Seneca - e anche della più funesta tra le passioni, c'è sempre un nostro sì. Ma proprio per questo motivo, contro un simile male, talmente rovinoso da travolgere tanto l'adirato quanto chi gli capiti a tiro, all'uomo è possibile opporre la solida forza della propria Ragione. Nuova traduzione, commento e note di Fulvio Vallana.
12,00

Il mio suicidio

Henri Roorda

Libro

editore: Lindau

anno edizione: 2020

Per comprendere il testo di Henri Roorda che qui presentiamo è importante conoscere la vicenda umana dell'autore, e soprattutto l'ambiente famigliare in cui si formò. Il padre, funzionario del governo olandese in Indonesia, venne destituito a causa delle sue idee anticolonialiste. Trasferitosi con la famiglia in Francia e divenuto amico dei rivoluzionari del suo tempo, riparò poi in Svizzera dopo la fine della Comune. Qui crebbe il giovane Henri, il quale, dopo una laurea in matematica conseguita all'Università di Losanna, divenne professore di questa materia. Come docente fu convinto sostenitore della pedagogia libertaria, che mise al centro del suo impegno politico e culturale. Prima di morire suicida scrisse questo breve saggio, all'insegna di un «pessimismo gioioso», che non si nega né i semplici piaceri della vita, né una corrosiva critica sociale condotta con umorismo e grande senso dell'ironia. Queste pagine non sono quindi una apologia del suicidio, e neppure la malinconica espressione di una crisi esistenziale. Sono piuttosto un inno alla libertà, alla libertà di pensiero e alla libera determinazione della volontà umana.
9,00

Parigi

Leonardo Sciascia

Libro

editore: HENRY BEYLE

anno edizione: 2020

30,00

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