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Poesia e studi letterari

Quarta dimensione

Ghiannis Ritsos

Libro

editore: CROCETTI

anno edizione: 2020

pagine: 416

"Quarta dimensione" è il capolavoro del poeta greco Ghianni Ritsos, uno dei maggiori poeti del secolo scorso, scomparso nel 1990. Sono 17 monologhi drammatici ispirati ai personaggi più noti della mitologia greca, quasi tutti scritti durante i lunghi anni di detenzione di Ritsos nei campi di concentramento del regime militare del colonnelli, che con un colpo di Stato prese il potere in Grecia dal 1967 al 1974. La maschera della mitologia serviva al poeta per eludere la rigida censura del regime: infatti, fingendo di scrivere della classicità, Ritsos denunciava le malefatte e la tragica realtà di un Paese schiacciato dalla morsa dei moderni tiranni.
19,00

Tra saggio e novella forme di scrittura critico-inventiva in Pirandello

Mario Minarda

Libro

editore: ETS

anno edizione: 2020

pagine: 240

Il libro di Mario Minarda affronta la questione delle contaminazioni stilistiche e formali tra lavorio critico e officina inventiva in Pirandello, riverberate sul versante della produzione novellistica. La ricerca costante di gure, temi, forme del discorso, attraverso cui valutare, sia a livello cronologico che intertestuale, l'incidenza delle esperienze teoriche nell'asistematica varietas delle novelle è, di fatto, l'orientamento seguito dall'autore. Se articoli, interventi su rivista, saggi accademici presentano situazioni di lettura non prive di gurazioni fantastiche e fabulazioni narrative, la prosa inventiva delle novelle pirandelliane è parimenti connotata da soluzioni formali quali l'autobiografismo, l'intensità dialettica, le biforcazioni metaletterarie, le modulazioni liriche con cui lo scrittore sviluppa un discorso umoristico, doppio. Matura così, in Pirandello, una riflessione profonda sulla scrittura e, al contempo, una prassi creativa costituita da ribaltamenti, sospensioni e paradossi, che svolgono un ruolo essenziale per esprimere dissonanze o discontinuità proprie della modernità novecentesca.
24,00

La luce e l'inchiostro scritture e fotografie in dialogo

Libro

editore: ETS

anno edizione: 2020

pagine: 172

Questo volume raccoglie saggi che indagano, da diverse prospettive, l'interazione tra l'arte della parola umana, la letteratura, e la fotografia, una forma relativamente recente di rappresentazione visiva della realtà spesso dotata di pieno valore artistico. Confermando conclusioni teorico-metodologiche già delineate da fondamentali interventi critici in materia, i contributi provano a gettare luce su zone ancora in ombra di un ambito del sapere per sua natura multidisciplinare e dunque sfuggente. I saggi qui riuniti ripercorrono tutto l'arco cronologico del rapporto tra testo letterario e immagine fotografica, dando ragione dell'intera durata di un dialogo che si è instaurato a partire dalle origini ottocentesche della fotografia ed è rimasto vivacissimo e produttivo sino al presente. Essendo tutti focalizzati su opere scritte in lingua inglese, questi interventi finiscono ineluttabilmente per tracciare una piccola storia della letteratura anglofona successiva al Romanticismo (e dunque, per molti aspetti, contemporanea). Muovendosi tra l'epoca vittoriana e l'ipermodernità, tra il Regno Unito, gli Stati Uniti e il Canada, il volume si propone di rileggere momenti ed esperienze chiave della tradizione letteraria di lingua inglese attraverso l'ottica privilegiata dei suo contatti col medium fotografico.
18,00

Le Nemee

Pindaro

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 602

Con la pubblicazione del terzo volume, che contiene le "Nemee", si completa la serie dei quattro che la Fondazione Valla dedica all'opera di Pindaro, il più grande poeta lirico dell'antichità e uno dei maggiori di tutti i tempi: undici odi, delle quali tre non sono legate ai giochi nemei, ma che i grammatici alessandrini inclusero sotto la medesima etichetta. Se quelli di Nemea, che si tenevano ogni due anni presso il tempio di Zeus in una vallata boscosa del Peloponneso, erano considerati giochi minori rispetto a quelli quadriennali di Olimpia e di Delfi, le "Nemee" non sono meno affascinanti delle Olimpiche o delle Pitiche , e certo pari alle "Istmiche". È sufficiente ascoltare la voce di Pindaro per andare oltre le definizioni di poesia cortigiana e poesia civile tra le quali la critica ha ondeggiato per secoli. La sua è poesia e basta, agonistica certo e d'occasione, perché celebra la vittoria in una competizione atletica, ma è lirica, come diceva l'autore del "Sublime", che nel suo trasporto creativo infiamma ogni cosa. Eccolo, il Pindaro delle "Nemee", spingersi verso i limiti del mondo, le Colonne di Eracle, e raccontare i miti con la velocità e l'aura che gli hanno dato la fama: le nozze splendide di Peleo e Teti; Achille, biondo fanciullo, a caccia di leoni, cinghiali e cervi; la contesa tra il forte Aiace e l'astuto Odisseo per le armi del Pelide; ed Eracle, e Telamone, e Castore e Polideuce. «Una» afferma Pindaro nella sesta "Nemea", «la stirpe di uomini e dèi: da una sola madre/ è il respiro a entrambi. Ma potenza in tutto diversa ci/ separa, ché niente noi siamo,/ mentre il cielo di bronzo è per essi eterna/ incrollabile sede». Eppure, gli uomini, le cui generazioni sono come i campi, che un anno danno frutto e un anno no, «in qualcosa» somigliano, «nel gran senno o l'aspetto, a immortali». La giovinezza è «possente, messaggera delle divine/ tenerezze di Afrodite», e lei Pindaro invoca all'inizio dell'ottava "Nemea". Ma più spesso chiama la Musa, che «oro/ salda e candido avorio/ e fiore di giglio, sottratto a rugiada marina». Non è, lui, uno scultore: che crea «statue/ dritte sulla loro base,/ immobili». No, lui fa rotta «su navi/ o barche leggere», e vola come un'aquila oltre il mare.
50,00

Il pedante in cucina

Julian Barnes

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 128

Accettate una sfida ai fornelli con Julian Barnes? Allora prendete una cipolla media, affettatela grossolanamente, poi saltate in padella con un filo d'olio. Sentite di avere già la vittoria nel piatto, ma... quale unità di misura stabilisce le dimensioni di una cipolla? Come si riconosce una fetta «grossolana»? E quando un filo diventa una cascata? Nessuna sorpresa: per uno scrittore come Barnes anche la cucina è questione di parole e non c'è lista di ingredienti o modalità di preparazione che non si possa raccontare con acuta e raffinata comicità. Siete ancora in tempo per ritirarvi dalla gara e divertirvi degustando questo compendio di esilarante «pedanteria» culinaria. Per Julian Barnes tutto è cominciato con le carote Vichy. Dopo aver scovato un tragico errore nella ricetta - era saltata una cifra - per lui la diagnosi è stata subito chiara: pedanteria culinaria. E del ceppo più aggressivo, perché Barnes, a parte un precisino ai fornelli, è soprattutto uno scrittore. Per uno come lui, la cucina è anche questione di parole. Quanto è grande una cipolla «media»? E un «tocchetto»? Quando una «spruzzata» diventa una pioggia? E a quale standard si rifà la misura «a occhio»? Sono le domande che lo assillano quando, da volenteroso e coscienzioso pedante, si avvicina ai fornelli. Perché Barnes non vuole avvelenare i commensali con ingredienti improbabili o mandare a fuoco la casa con ardite modalità di cottura. Si accontenterebbe di imparare qualcosa di nuovo e far felici i suoi ospiti, in particolare Colei per la Quale il Pedante Cucina (del resto cos'è cucinare se non un deliberato atto d'amore?) Indicazioni accurate, strumenti affidabili, quantità giuste: in cucina ci vuole chiarezza e precisione. E se non le trova, il pedante scrittore si vendica con gustose pagine condite di croccante intelligenza e raffinata ironia. Dagli autori classici della narrativa gastronomica come Édouard de Pomiane e Mrs Beeton, a Elizabeth David e Jane Grigson, fino ai maestri contemporanei, Julian Barnes racconta il suo rapporto con i manuali, gli ingredienti, la spesa e ci invita da lui per una cena a base di esilarante pedanteria culinaria.
14,00

Beato è chi non si arrende. Immagini passate, sogni presenti, consegne future

Marco Garzonio

Libro: Copertina morbida

editore: Ancora

anno edizione: 2020

pagine: 129

Il "sentimento del tempo" pervade la terza "prova poetica" di Marco Garzonio. Dopo Siamo il sogno e l'incubo di Dio (2015) e I profeti della porta accanto (2017), il nuovo canto nasce nella sofferenza per il diffuso clima di disumanità (la «cultura dello scarto» di papa Francesco) e s'appella allo spirito della generazione dell'Autore, «nata con la guerra». Ad essa Garzonio dedica l'opera perché continui a «promuover la memoria, stupirsi, sognare, esser solidale, liberamente pensare» e «passi il testimone a chi già ci cammina a fianco e a chi solo l'amore riesce a immaginare». Chi non si arrende dispone degli attrezzi per resistere anche alle catastrofi e porre le basi di ogni Ricostruzione. Prefazione di Lucilla Giagnoni.
12,00

«Il Politecnico» di Vittorini. Progetto e storia di una narrazione visiva

Corinne Pontillo

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 192

Il rapporto tra Elio Vittorini e la visualità è ancora fervido di nuove prospettive di indagine, specie se scrutato nelle zone di passaggio tra esperienze maggiormente esplorate. È questo il caso della rivista "Il Politecnico", edita da Einaudi e diretta dallo scrittore dal 1945 al 1947 dopo essersi congedato dall'esperimento di illustrazione dell'antologia Americana e prima di dedicarsi alla riscrittura "fotografica" del suo capolavoro letterario, Conversazione in Sicilia. Nell'immediato dopoguerra, infatti, il periodico promuove un progetto di rinnovamento culturale che affida l'espressione di alcuni dei tratti di più spiccata originalità alle immagini e al loro rapporto con le componenti testuali, paratestuali e grafiche, in un dialogo intermediale di cui il volume prova a seguire le declinazioni, riconnettendole anche al coevo contesto fotogiornalistico.
21,00

La diga ombra

Antonio Bux

Libro: Copertina morbida

editore: NOTTETEMPO

anno edizione: 2020

pagine: 96

"Ogni poesia ci pone la domanda di cosa sia la poesia, quella forza che porta la vita come una bufera nel linguaggio, e fa del linguaggio bufera. Le sue parole ne sono la dimensione sorgiva, quella che solo il poeta abita, sognandole. In questo territorio di confine, il linguaggio non è ancora avvenuto ma è già presente nell'intenzione. E questo destino si compie solo acconsentendo alla scrittura, dando forma a quello che "viene, da sopra o sotto, a sognare gli esseri", nei versi di Bux. La sua vocazione alla poesia, il suo essere poeta, è accadimento raro, inspiegabile, si potrebbe dire miracoloso per quanto egli travalica i freni e vivifica la dimensione più controllata dell'umano, il linguaggio." (Giuseppe Munforte)
10,00

Lettere scontrose. 52 lettere e una risposta

Giovanni Arpino

Libro

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2020

pagine: 416

Il libro raccoglie gli articoli di una rubrica settimanale che Giovanni Arpino tenne per Tempo tra la fine di ottobre del 1964 e il novembre del 1965. Sono lettere scomode, irriverenti, a volte accorate, altre profetiche, ma sempre pervase da «un'elementare esigenza di giustizia, e un minimo di civile indignazione». A mettere in fila i destinatari si ottiene la nomenclatura scintillante dell'intero decennio, da Moro ai Beatles, eppure questo libro ci parla e ci impressiona come se fosse indirizzato ai lettori del futuro, per la vocazione assoluta del miniaturista, la radiografia spietata della nazione afflitta in eterno dagli stessi mali. Per uno scrittore come lui, le contingenze sono qui soltanto un pretesto per esaminare l'animo umano, inchinarsi al talento degli irregolari come Totò (il solo che gli rispose) e contestare il potere... Perché Arpino discorre sempre in difesa di ciò che resta umano a dispetto di tutto, crede nella Storia come attualità e ci ricorda che scrivere è un lavoro da dannati. Le «lettere scontrose» sono i suoi scritti corsari, il testamento perduto di una generazione che per prima disimparò a crescere. Postfazione di Bruno Quaranta.
18,00

Nuova opera aperta: l'intertestualità ai tempi dei nuovi media

Libro

editore: Cesati

anno edizione: 2020

pagine: 160

Il testo letterario, nell'epoca di internet, ha subìto e sta subendo un notevole cambiamento di itinerario. È sempre maggiore il numero di autori contemporanei, individuali e collettivi, che ricorre alla rete sia per generare le proprie opere che per commentarle, contribuendo in tal modo a una nuova configurazione del testo letterario. Da opera aperta, status che offriva comunque all'utenza un testo definitivo, in forma cartacea, da completare attraverso la lettura, il testo si trasforma in luogo digitale di [ri]scrittura permanente di cui l'autore ridefinisce l'identità su blog e social network. Si aprono così territori fino a oggi inesplorati di produzione e consumo di un'opera che ne aumentano le potenzialità espressive e diversificano, ridefinendolo, lo stesso concetto di categoria estetica. Obiettivo del presente volume è quello di esplorare la relazione tra la produzione artistica italiana contemporanea e i nuovi strumenti digitali, in particolare il web. I saggi presentati offrono una panoramica significativa degli svariati modi in cui l'opera - dalla letteratura al cinema, passando per il fumetto - interagisce con la rete, e lascia emergere un lessico specifico, atto a isolare e descrivere oltre che le forme intermediali tipiche del web anche l'acquisizione di competenze multimodali da parte degli utenti.
17,00

Elena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività

Isabella Pinto

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 254

All'incrocio tra critica letteraria e filosofia, il volume esplora la scrittura di Elena Ferrante e il rapporto tra soggettività e narrazione, individuando tre diverse partizioni. Mitopoiesi rilegge il rapporto mitologico madre-figlia che percorre L'amore molesto, I giorni dell'abbandono, La fi glia oscura e La spiaggia di notte, per pensare altrimenti le relazioni di disparità, approdando alla "storicizzazione delle genealogie femminili". Diaspora esamina L'amica geniale, scorgendo nella "fantasia di autofiction" un dispositivo narrativo che permette di accedere alle temporalità in divenire delle soggettività in fuga. Performatività setaccia La frantumaglia e L'invenzione occasionale, facendo emergere un'"autorialità diffratta", che articola un'inedita istanza narrativa - polifonica e relazionale - del Global Novel: la "narratrice traduttrice". Questo volume rende così visibile come Elena Ferrante - voce femminile e, al contempo, affermativamente depersonalizzata - si inserisca in un "multiverso temporale transfemminista", dove solo le soggettività impreviste e postumane sono in grado di trasformare il potere dello storytelling in potenza poethica.
22,00

Cos'è questo mio amore

Federico García Lorca

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 96

Federico García Lorca non visse serenamente la propria omosessualità, e la sofferta «crisi sentimentale» che ne derivò nutrì senza dubbio la malinconia che tanto caratterizza la sua produzione poetica. Soprattutto, ispirò la celebre raccolta "Sonetti dell'amore oscuro", pubblicata per la prima volta solo nel 1983, a quasi cinquant'anni dalla morte dell'autore. "Cos'è questo mio amore" raccoglie questi versi insieme a una più ampia selezione di testi, dove risuona, struggente e inconfondibile, la voce di uno dei più grandi poeti del Novecento.
4,90

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