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Poesia

Le Nemee

Pindaro

Libro: Copertina rigida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 688

Con la pubblicazione del terzo volume, che contiene le "Nemee", si completa la serie dei quattro che la Fondazione Valla dedica all'opera di Pindaro, il più grande poeta lirico dell'antichità e uno dei maggiori di tutti i tempi: undici odi, delle quali tre non sono legate ai giochi nemei, ma che i grammatici alessandrini inclusero sotto la medesima etichetta. Se quelli di Nemea, che si tenevano ogni due anni presso il tempio di Zeus in una vallata boscosa del Peloponneso, erano considerati giochi minori rispetto a quelli quadriennali di Olimpia e di Delfi, le "Nemee" non sono meno affascinanti delle Olimpiche o delle Pitiche , e certo pari alle "Istmiche". È sufficiente ascoltare la voce di Pindaro per andare oltre le definizioni di poesia cortigiana e poesia civile tra le quali la critica ha ondeggiato per secoli. La sua è poesia e basta, agonistica certo e d'occasione, perché celebra la vittoria in una competizione atletica, ma è lirica, come diceva l'autore del "Sublime", che nel suo trasporto creativo infiamma ogni cosa. Eccolo, il Pindaro delle "Nemee", spingersi verso i limiti del mondo, le Colonne di Eracle, e raccontare i miti con la velocità e l'aura che gli hanno dato la fama: le nozze splendide di Peleo e Teti; Achille, biondo fanciullo, a caccia di leoni, cinghiali e cervi; la contesa tra il forte Aiace e l'astuto Odisseo per le armi del Pelide; ed Eracle, e Telamone, e Castore e Polideuce. «Una» afferma Pindaro nella sesta "Nemea", «la stirpe di uomini e dèi: da una sola madre/ è il respiro a entrambi. Ma potenza in tutto diversa ci/ separa, ché niente noi siamo,/ mentre il cielo di bronzo è per essi eterna/ incrollabile sede». Eppure, gli uomini, le cui generazioni sono come i campi, che un anno danno frutto e un anno no, «in qualcosa» somigliano, «nel gran senno o l'aspetto, a immortali». La giovinezza è «possente, messaggera delle divine/ tenerezze di Afrodite», e lei Pindaro invoca all'inizio dell'ottava "Nemea". Ma più spesso chiama la Musa, che «oro/ salda e candido avorio/ e fiore di giglio, sottratto a rugiada marina». Non è, lui, uno scultore: che crea «statue/ dritte sulla loro base,/ immobili». No, lui fa rotta «su navi/ o barche leggere», e vola come un'aquila oltre il mare. Un commento molto ricco, e una traduzione bellissima, accompagnano queste "Nemee".
50,00

La diga ombra

Antonio Bux

Libro: Copertina morbida

editore: NOTTETEMPO

anno edizione: 2020

pagine: 96

"Ogni poesia ci pone la domanda di cosa sia la poesia, quella forza che porta la vita come una bufera nel linguaggio, e fa del linguaggio bufera. Le sue parole ne sono la dimensione sorgiva, quella che solo il poeta abita, sognandole. In questo territorio di confine, il linguaggio non è ancora avvenuto ma è già presente nell'intenzione. E questo destino si compie solo acconsentendo alla scrittura, dando forma a quello che "viene, da sopra o sotto, a sognare gli esseri", nei versi di Bux. La sua vocazione alla poesia, il suo essere poeta, è accadimento raro, inspiegabile, si potrebbe dire miracoloso per quanto egli travalica i freni e vivifica la dimensione più controllata dell'umano, il linguaggio." (Giuseppe Munforte)
10,00

Cos'è questo mio amore

Federico García Lorca

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 96

Federico García Lorca non visse serenamente la propria omosessualità, e la sofferta «crisi sentimentale» che ne derivò nutrì senza dubbio la malinconia che tanto caratterizza la sua produzione poetica. Soprattutto, ispirò la celebre raccolta "Sonetti dell'amore oscuro", pubblicata per la prima volta solo nel 1983, a quasi cinquant'anni dalla morte dell'autore. "Cos'è questo mio amore" raccoglie questi versi insieme a una più ampia selezione di testi, dove risuona, struggente e inconfondibile, la voce di uno dei più grandi poeti del Novecento.
4,90

L'occhio di vetro. Racconti del Realismo terminale

Libro: Copertina morbida

editore: Ugo Mursia Editore

anno edizione: 2020

pagine: 154

A due anni di distanza da "Luci di posizione. Poesie per il nuovo millennio", antologia del Realismo terminale a cura di Giuseppe Langella (Mursia, Milano 2017), questa nuova silloge per la prima volta allarga lo sguardo a quei narratori contemporanei (otto, attivi in diverse realtà geografiche del nostro Paese e due di essi di origine e lingua madre straniere) che hanno inteso condividere le ragioni culturali, morali e stilistiche del movimento, così come esso si è delineato attraverso un lungo percorso di teorizzazione e riflessione: il saggio introduttivo ricostruisce la storia del movimento a partire dalle prime intuizioni presenti nell'opera e nell'apostolato intellettuale di Guido Oldani, fino al saggio "Il Realismo terminale" del 2010 e al "Manifesto breve" del 2014, per proseguire con le numerose iniziative editoriali e pubbliche di questi ultimi anni. Vengono poi messi in evidenza i principali problemi della tarda modernità: il trionfo della civiltà delle macchine, l'alienazione dell'uomo, l'accatastamento dei popoli, il passaggio dalla società dei consumi a quella dello scarto, l'inselvatichimento delle città, l'incapacità di comprensione storica dei fatti, la distopia, la crisi del principio di realtà, e così via.
15,00

Le candele dei vivi

Cristina Sparagana

Libro: Copertina morbida

editore: PASSIGLI

anno edizione: 2020

pagine: 80

«Cristina Sparagana è una musa che sempre combatte, border line tra la vita e il sogno. ¿La vida es sueño? Scrive combattendo, per essere libera, difendere se stessa e tutto l'amore che intona e rappresenta. Ogni poesia, quelle ad esempio dedicate alla figlia Chicchi, è un decreto, un decretale sull'amore di madre; e insieme, un'enciclica laica sulle virtù delle donne, su ogni giovane, impaziente amore di figlia... In piena ressa ed ebbrezza sinestetica (sinestesia è ogni rimbaudiano "sregolamento dei sensi"), i luoghi avvengono, il tempo è anche spazio, i colori suonano, le visioni cantano insomma i loro armonici, e le parole strimpellano tutte le proprie ubbie trasognate, o concrete paure... Tutto è mistero - e la vita è mistero usuale. E questa ne è la sua poesia. Un poema ininterrotto, dove in una inestinguibile e continua veglia onirica - giura Cristina - "mi abbracciano / sognando gli animali / delle acquate / e del fieno..."» (Dallo scritto di Plinio Perilli)
12,00

Diario in caratteri latini

Takuboku Ishikawa

Libro: Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 112

Ishikawa Takuboku (1886-1912) è uno dei poeti moderni giapponesi più popolari e amati in patria, ma poco considerato dalla critica letteraria occidentale. La sua vita si intreccia con i radicali cambiamenti sociali e culturali del Giappone di primo Novecento, caratterizzato da un rapido processo di modernizzazione che tuttavia genera anche una realtà percepita come profondamente contraddittoria, smarrita com'è tra modernità e perdita dei valori tradizionali. Forse proprio l'appartenenza a questo momento storico spiega l'inquietudine esistenziale di Takuboku e la sua incapacità a porvi rimedio. Qui presentiamo per la prima volta in forma integrale il diario, che scrisse dal 7 aprile al 16 giugno del 1909, in cui descrive senza veli la sua realtà interiore, anche nei suoi aspetti più degradanti, sempre alla ricerca di un Io in bilico tra l'autoesaltazione e l'autocommiserazione. Le sue annotazioni giornaliere tratteggiano vividamente non solo la sua vita ma anche l'ambiente dei letterati attivi a Tokyo, con le loro contraddizioni e le loro istanze per una nuova letteratura. Per profondità psicologica e sperimentazione letteraria, il diario occupa una posizione unica nel panorama della letteratura giapponese moderna.
13,00

Serie ospedaliera. Poesie 1963-1965

Amelia Rosselli

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2020

pagine: 112

Questo volume raccoglie ottantatré poesie, scritte da Amelia Rosselli tra il 1963 e il 1965 e uscite per la prima volta nel 1969. Si tratta di testi «esitanti», come lei stessa li definisce, in cui l'autrice dà voce alla propria "guerra" personale con sé stessa, al proprio travaglio, al desiderio di fuga dal mondo e dal proprio universo interiore. Ci riesce grazie a un linguaggio nuovo, frantumato, originalissimo, che ha reso il suo stile inconfondibile e tanto amato da grandi protagonisti della nostra letteratura quali Pasolini, Zanzotto, Raboni. A cura di Emmanuela TandelloQuesto volume raccoglie ottantatré poesie, scritte da Amelia Rosselli tra il 1963 e il 1965 e uscite per la prima volta nel 1969. Si tratta di testi «esitanti», come lei stessa li definisce, in cui l'autrice dà voce alla propria "guerra" personale con sé stessa, al proprio travaglio, al desiderio di fuga dal mondo e dal proprio universo interiore. Ci riesce grazie a un linguaggio nuovo, frantumato, originalissimo, che ha reso il suo stile inconfondibile e tanto amato da grandi protagonisti della nostra letteratura quali Pasolini, Zanzotto, Raboni.
8,00

Poesie. Testo originale a fronte

Marcel Proust

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2020

pagine: 144

Una poesia che, da un lato, è stata per scelta fermata nella crescita e lasciata allo stadio di ipotesi, dall'altro utilizzata per la vita. Poesia spesso venata d'ambiguità che la traduttrice Luciana Frezza scorge in certe spie linguistiche, "in certi pronomi possessivi che s'accendono dove non te li aspetti a mo' di fuochi fatui".
8,50

Poesie sacre e profane. Testo originale a fronte

John Donne

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2020

pagine: 272

"La prima qualità con cui ci avvince la poesia di Donne, pur ricca com'è di significato, non è il significato, ma qualcosa di molto più immediato e puro: è l'esplosione con cui irrompe nel discorso. Ogni prefazione, ogni convenevole è stato consumato; egli balza nella poesia per la via più breve..." Così scriveva Virginia Woolf, nel 1913, per spiegare il fascino del grande poeta metafisico inglese John Donne (Londra 1572-1631). Il suo testo introduce, assieme a quello di Strachey, questa edizione dove si trovano tradotti in italiano tutti gli epigrammi di Donne con una nuova versione delle poesie sacre e profane. Completa il volume un ampio apparato di note, indispensabile per districarsi nei riferimenti religiosi e culturali del poeta inglese.
10,00

«Pianto per Ignazio». Versioni da García Lorca e altri poeti ispanici

Libro: Copertina morbida

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2020

pagine: 560

Questo libro, ricco di materiali inediti, ci rivela un imprevisto Caproni traduttore: protagonisti accanto a lui non sono più i grandi poeti francesi dell'Otto e Novecento ma gli spagnoli e gli ispanoamericani. Finora si conoscevano poche sue versioni dal castigliano, limitate peraltro ai nomi di García Lorca e Manuel Machado. Qui invece sono ventidue gli autori presenti, dal romantico Bécquer al surrealista Aleixandre, dal basco Unamuno all'andaluso Alberti, dal cubano José Martí al cileno Pablo Neruda. Centrale l'attenzione per García Lorca rappresentato, oltre che da alcune liriche, dalla commedia in versi Il maleficio della farfalla, restituita ora nella sua integralità. Nel complesso siamo di fronte a una vera e propria antologia che offre un percorso nuovo e personale della poesia ispanica del Novecento. La passione di Caproni per questo universo letterario e linguistico viene finalmente messa in luce nell'ampia e documentata postfazione di Laura Dolfi che ne ricostruisce le diverse sfaccettature tenendo conto non solo delle numerose versioni recuperate, ma anche dei libri presenti nella biblioteca del poeta e delle recensioni pubblicate o trasmesse alla radio. Il ricchissimo commento conclusivo guida all'interpretazione dei versi (offerti con testo a fronte), evidenziando l'originalità delle scelte traduttive e la ricerca di ritmi e sonorità che testimoniano il coinvolgimento del poeta nella sfida della traduzione.
15,00

Fin qui visse un uomo

Gerardo Masuccio

Libro: Copertina morbida

editore: Interno Poesia Editore

anno edizione: 2020

pagine: 116

L'opera prima di Gerardo Masuccio consegna al lettore un canto malinconico e consapevole del mistero dell'essere, in costante equilibrio tra la precarietà della vita, il silenzio della verità e l'estraneità al mondo. Con uno stile vigile, misurato e riconoscibile, "Fin qui visse un uomo" è la prova documentale della vita che accade nel segno della caducità dei rapporti e dell'amore, in cui il poeta diventa testimone della propria marginalità e voce di un riscatto che dà sostanza al proprio vivere.
12,00

Le più belle poesie sulla mamma

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2020

pagine: 168

L'antologia "Le più belle poesie sulla mamma" raccoglie le liriche che alcuni poeti, sia italiani che stranieri, presentati in rigoroso ordine cronologico di nascita, hanno dedicato alla propria madre. Si tratta di autori senza tempo, perché la loro opera è sopravvissuta alla loro esistenza. Sono i poeti che più sento miei o vicino a me, quelli che mi appartengono di più. Accanto a liriche più importanti se ne trovano alcune più allegre e divertenti, ma - quando la voce del poeta si rivolge alla propria madre -, troviamo sempre e solo voci di esperienze e sofferenze diverse, momenti a volte evocati da un banale particolare: una porta che si apre, un canto sommesso e lontano, una semplice carezza. Nelle poesie ispirate dalla madre si può trovare nostalgia, rimpianto, dolore, un vuoto del cuore che attende di essere riempito, difficilmente parole di letizia e gioia e, se affiorano, saranno sempre mescolate al rimpianto.
12,00

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