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Arti: argomenti d'interesse generale

Mnemosine. Parallelo tra la letteratura e le arti visive

Mario Praz

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 230

Sebbene ci siano stati altri tentativi di rendersi conto dell'unità d'indirizzo delle arti e delle lettere nell'ambito di singoli periodi stilistici, unità sentita fin dai tempi antichi e sanzionata dall'appellativo di « arti sorelle», di solito i precedenti studiosi dell'argomento si son limitati a considerazioni di contenuto e di reciproci influssi, in margine al vecchio assioma oraziano ut pictura poesis. Partendo da osservazioni circa la calligrafia e il ductus, o stile di scrittura, l'autore del presente volume ne estende l'applicazione alla creazione artistica, che in grado anche maggiore della calligrafia è un'espressione dell'individuo. « La calligrafia s'insegna, e certe caratteristiche appartengono allo stile generale del periodo, ma la personalità dello scrivente, se è di qualche rilievo, non manca di rivelarsi. Lo stesso accade anche con l'arte. Gli artisti minori mostrano gli elementi comuni del periodo in un modo più accentuato, ma non v'è artista, per originale che sia, che possa evitar di mostrare una qualche dose delle caratteristiche generali ». Analogamente a quanto ha fatto Vladimir Ja. Propp per le fiabe, Praz ha cercato di stabilire una similarità di struttura in mezzi espressivi diversi, sicché opere d'arte d'uno stesso periodo, in campi e con argomenti diversi, rivelano lo stesso pattern o disegno strutturale. La proposizione di Propp, che i personaggi delle fiabe variano mentre la funzione rimane la stessa, troverebbe così riscontro in un'altra proposizione: i mezzi variano, ma la struttura rimane la medesima. Il mito antico, che diede Mnemosine come madre delle Muse, ha suggerito all'autore il titolo di questo libro, il quale in un sintetico panorama delle arti e delle lettere dall'antichità al tempo presente individua e analizza i patterns strutturali che si sono affermati via via nel corso della storia.
23,00 21,85

Scritti

Alberto Giacometti

Libro

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

"Pur proseguendo senza tregua nella sua fatica di Sisifo in quell'atelier miserabile che era la tana da cui nemmeno il successo materiale progressivamente sopravvenuto mai lo allontanò, Alberto Giacometti non era comunque un taciturno. Non lo sentii forse dire una volta - con quell'humour ambiguo che gli era caratteristico e cui corrispondeva il suo sorriso di dolce cannibale - che gli sarebbe stato indifferente essere ridotto allo stato di uomo-tronco senza braccia né gambe purché lo si posasse sul caminetto dall'alto del quale avrebbe potuto continuare a discutere con gli amici nella stanza in cui si sarebbero trovati riuniti? Conversatore impenitente come altri sono ferventi giocatori di carte o di scacchi, Alberto Giacometti non era meno portato al soliloquio come testimoniano, redatte in quella lingua francese che ben più dell'italiano dialettale del suo cantone originario dei Grigioni va considerata la matrice del suo pensiero di uomo maturo, le note sparse in numerosi taccuini in cui le si trova gettate come per caso, senza che nulla possa far pensare a un diario che l'interessato avrebbe ritenuto utile tenere. La mente costantemente desta e la mano sempre attiva, Alberto Giacometti non smetteva mai di coprire di scarabocchi le cose più diverse che si trovavano alla sua portata: tovaglie di carta di ristoranti senza pretese, margini di libri della «Série noire», fino ai muri decrepiti del suo atelier. Come se avesse voluto vivificar tutto con il suo segno e non soltanto produrre per l'altrui sguardo atemporale immagini a tre o a sole due dimensioni. Oggi appollaiato su un alto caminetto nella nera stanza della morte, Alberto Giacometti senza testa né corpo tiene, attraverso i testi e le conversazioni qui raccolti, un discorso che non smette d'essere un fuoco tambureggiante." (dalla presentazione di Michel Leiris). Presentazione di Jacques Dupin.
34,00 32,30

Aforismi sull'arte

Johann H. Füssli

Libro: Copertina morbida

editore: ABSCONDITA

anno edizione: 2020

pagine: 140

"Scritti da Johann Heinrich Füssli in un lunghissimo arco di tempo, tra il 1788 e il 1818, gli «Aforismi sulle arti figurative» furono poi seguiti nel 1820 dalla pubblicazione di tre lezioni sullo stesso argomento. Ma sono soprattutto gli Aforismi che possono lasciare sconcertato e stupito il lettore di oggi, essendo molto arduo ritrovare in questi testi l'immagine nota di Füssli, emblema dell'artista romantico e demoniaco, autore del celeberrimo «Incubo». Testimoniano, infatti, una severità e un rigore di pensiero insospettabili nell'audacissimo e rivoluzionario pittore svizzero formatosi nell'ambito della cultura tedesca, ma realizzatosi appieno in Inghilterra. In realtà Füssli fu sempre ossessionato dal contrasto tra un introspettivo istinto visionario e un ineludibile principio di costruzione armoniosa della forma. Negli Aforismi questa tormentosa antinomia costituisce una sorta di tema costante sviluppato con una miriade di meditazioni attraverso cui il grande maestro cercò di conferire ordine a una materia in continua trasformazione. Così Füssli, per primo nella storia dell'estetica occidentale, afferma che la forma può essere conseguita anche casualmente dall'artista, ma il suo mantenimento è la vera necessità dell'arte. Emana da questi scritti una sorta di religione dell'arte che si sostanzia di folgoranti sentenze: «Sappiate che nulla è insignificante nelle mani del genio, e che il valore stesso diventa una sciocchezza in quelle del mediocre». Su queste basi di rigoroso razionalismo Füssli eresse il suo monumento alla dignità e all'essenzialità dell'arte." (dallo scritto di Claudio Strinati)
19,00 18,05

I quaderni dell'anima

Edvard Munch

Libro: Copertina morbida

editore: Nuova Editrice Berti

anno edizione: 2020

pagine: 102

Alla sua morte, Edvard Munch lascia alla città di Oslo un patrimonio di quadri, disegni e incisioni. Tra questi materiali ci sono anche numerosi manoscritti che gli studiosi del Museo Munch stanno digitalizzando e traducendo dal norvegese all'inglese. Riuniti qui, gli appunti definiti dallo stesso Munch "Quaderni dell'anima": annotazioni sparse che come tessere di un mosaico ricostruiscono pezzo dopo pezzo il credo estetico di un artista unico, difficile, a tratti respingente.
12,00

Tempo e forma. Scritti (1935-1977)

Sergio Bettini

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2020

pagine: 380

"Tempo e forma" intende offrire il ritratto di un grande studioso. Noto finora soprattutto al pubblico degli storici dell'arte, Sergio Bettini è una delle figure più vive della cultura italiana del Novecento e in verità delle meno riducibili ai limiti disciplinari. Quel che caratterizza la sua vasta ricerca è semmai il convergere dei diversi percorsi intorno al cardine di un'originale quanto inesausta elaborazione metodologica. Così il saggio giovanile sul non-finito di Michelangelo si lega a quello sui vertiginosi chiarori di Tiepolo, le letture dei contemporanei, come Matisse,]ean Arp, Picasso o Frank Lloyd Wright, fanno da contrappunto a una sorprendente lezione sulla poetica del tappeto orientale, mentre Idea di Venezia compendia, in una trama di immagini proustiane, lo studio di una vita. Dialogando con Erich Auerbach o Roland Barthes, con Merleau-Ponry, Foucault o Deleuze, Bettini ci accoglie nel suo laboratorio, dichiara le proprie ascendenze, forgia e sperimenta i suoi concetti: come quello, personalissimo, di timing, in cui arte e tempo, forma e vita si uniscono così strettamente che «basterebbe una variazione infinitesimale nel suo battere per fare del capolavoro un'opera mancata». In queste pagine di raro tenore letterario, l'erede di Riegl e di Focillon spiega che le forme ci coinvolgono pur non avendo nulla da comunicare, come puri simboli di sé: la nostra vita è la loro, il loro e il nostro mondo non sono che uno. A cura e con un saggio di Andrea Cavalletti.
22,00 20,90

Gestualità leonardesca. Tra teologia cristiana e virtus pagana: la Vergine delle rocce e la Lucrezia romana di Marco D'Oggiono

Alessandro Rossi

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 318

Esiste una relazione sotterranea che l'attiguità storica e stilistica fra due o più opere dissimula e veicola. Per coglierla è necessario pensare che ciò che nasconde svela e che ciò che svela nasconde, ovvero che l'aspetto storico della ricerca nasconde e svela quanto di archetipico la storia stessa racchiude. Lo nasconde perché alla storia in quanto disciplina non è metodologicamente concesso di andare oltre i propri confini epistemologici e di conseguenza essa ignora tutto ciò che le è (apparentemente) estraneo. Al tempo stesso, non potendo nulla essere estraneo alla storia, essa non può che veicolare e svelare ciò che già comprende in sé. Tale svelamento può compiersi attraverso un "montaggio" che permette un relazionarsi di dati storici e stilistici in grado di fare dialogare le opere su un piano più profondo, strutturale, antropologico. Due dipinti di Marco d'Oggiono, la "Vergine delle rocce" e la "Lucrezia romana", firmati in greco sul verso, costituiscono un significativo caso studio rinascimentale su cui esercitare un tipo di storia dell'arte antropologicamente orientata. Prefazione di Claudia Cieri Via.
26,00

Intuizione e intelletto. Nuovi saggi di psicologia dell'arte

Rudolf Arnheim

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2020

pagine: 372

Quello tra intuizione e intelletto è il principale binomio a essere articolato in diverse forme nei saggi qui raccolti. Il filo rosso che li lega è un confronto tra la psicologia e la psicologia dell'arte, ovvero tra l'attuale psicologia dei processi cognitivi e una psicologia sviluppata tenendo fede ai principi teorici e metodologici di Rudolf Arnheim. Tale confronto, mentre contribuisce all'analisi di diversi tipi di arte, può servire anche a comprendere meglio la psicologia scientifica e le difficoltà in cui da sempre si dibatte.
24,00

Rodolfo Pallucchini: storie, archivi, prospettive critiche

Claudio Lorenzini

Libro: Copertina morbida

editore: Forum Edizioni

anno edizione: 2020

pagine: 462

La figura di Rodolfo Pallucchini (1908-1989), storico dell'arte, critico, direttore della Biennale di Venezia e di musei, organizzatore di mostre e animatore editoriale, viene ricostruita in questa pubblicazione, frutto di una specifica iniziativa di ricerca condotta sul suo archivio personale conservato presso l'Università degli Studi di Udine. Fra i principali esponenti della storia dell'arte veneta, Pallucchini si formò fra Padova e Roma, per approdare nel 1937 a Modena quale direttore della Galleria Estense. Nella sua lunga carriera accademica occupò cattedre di prestigio a Bologna, Pavia, Venezia e Padova nel ruolo che fu di Giuseppe Fiocco, uno dei suoi maestri. Collaborò assiduamente con i principali critici, storici dell'arte, galleristi e restauratori del suo tempo - fra i quali Lionello Venturi, Giulio Carlo Argan, Carlo Ludovico Ragghianti, Luigi Coletti, Roberto Longhi -, instaurando con loro legami fecondi che vengono qui ricostruiti anche grazie al carteggio conservato nel suo archivio. Decisivo fu il ruolo svolto da Pallucchini per il sistema delle mostre, in ambito veneto e non solo, a partire dalla celebre esposizione Cinque secoli di pittura veneziana (1945), organizzata nella città lagunare a ridosso della Seconda guerra mondiale, alla quale fece seguito l'impegno profuso a favore della Biennale: fu direttore della prima edizione del secondo dopoguerra (1948). Nell'ultima sezione del volume vengono messe a confronto le modalità adottate per la tutela e la valorizzazione delle sue carte, della biblioteca e fototeca con analoghe esperienze in Italia.
35,00 33,25

Roberto Longhi. Percorsi tra le due guerre

Marco M. Mascolo, Francesco Torchiani

Libro: Copertina morbida

editore: Officina Libraria

anno edizione: 2020

pagine: 157

Roberto Longhi (1890-1970) è stato uno dei più grandi storici dell'arte del Novecento. Questo libro vuole contribuire a guardare in modo diverso ai suoi due volti: quello dello studioso capace di resuscitare intere zone sommerse della storia artistica nazionale e quello letterario del «mago» e «artista», che ne ha sancito la popolarità verso un largo pubblico grazie ai pregi di una scrittura inimitabile. Per collocarlo nel tempo e nello spazio, il libro prende le mosse da un episodio, la conferenza sull'arte italiana e l'arte tedesca che Longhi tenne a Firenze nel marzo del 1941. In quell'occasione formulò una dura presa di posizione antirazzista. Allora l'Italia fascista era in guerra ed era alleata della Germania di Hitler: col tempo quell'uscita contribuì a legittimare l'immagine di un Longhi frondista. Davvero quella conferenza fu un gesto di rottura? Per rispondere a questa domanda occorre ritessere i «percorsi» di Roberto Longhi in quegli anni cruciali: sono quelli tra libri e musei alla ricerca delle giunture fra due culture figurative; sono quelli tra ministri, colleghi e allievi, che sollecitano la sua curiosità e le sue prese di posizione. Ne emerge uno spaccato di storia culturale del Novecento, osservato dal punto di vista di uno dei suoi protagonisti.
16,00 15,20

Arte e cultura digitale

Sara Damiani

Libro: Copertina morbida

editore: ARACNE

anno edizione: 2020

pagine: 136

Come è cambiato il modo di guardare l'arte negli ultimi decenni? Quali opportunità si sono aperte per la storia dell'arte e il suo spettatore con l'avvento di internet e delle tecnologie informatiche? Il volume affronta il mutamento dello sguardo prodotto dalla digitalizzazione del patrimonio culturale e il diffondersi di un nuovo rapporto con le immagini, basato da un lato sulla conquista di un ruolo spettatoriale attivo e dall'altro sulla metamorfosi continua delle forme artistiche. Che si tratti di memorie elettroniche multimediali o di big data divenuti immagine, di analisi computazionale dei dipinti o di opere create dall'intelligenza artificiale, i processi di ibridazione uomo-macchina che si verificano oggi nel campo dell'arte mettono in particolare risalto la svolta cognitiva in atto, offrendo un punto di vista privilegiato da cui valutarla.
12,00 11,40

Catechismo per la tutela dei monumenti

Max Dvorák

Libro: Copertina morbida

editore: EDIFIR

anno edizione: 2020

pagine: 219

In edizione italiana con l'intero apparato illustrativo il testo che è stato definito la "Marsigliese della tutela".
18,00

Saper vedere. Come si guarda un'opera d'arte

Matteo Marangoni

Libro: Copertina morbida

editore: BOOK TIME

anno edizione: 2020

pagine: 248

L'autore cerca di suggerire delle linee guida con le quali osservare l'arte in genere, evidenziando gli errori stilistici anche di grandi opere. Afferma: «Il bello dell'arte non è il bello della natura, ma consiste invece in una così alta trascendenza lirica che soltanto può apprezzare chi sia preparato a intendere il linguaggio che ogni artista si foggia per potersi esprimere». Se i preconcetti che l'autore combatte, seguendo gli insegnamenti dell'estetica moderna, circa il "soggetto", la "verisimiglianza", il "progresso dell'arte", la "deformazione", possono dirsi ormai quasi antiquati, tale polemica riesce tuttavia utile a chi si inizia agli studi dell'arte.
20,00 19,00

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